TRACCIA ANIMALE

The ability to iron with precision, to handle, is another achievement that distinguished us from the primates. The evolution of bipedalism has freed the hands from locomotion, transforming them into a symbol of creation par excellence. It is through them that homo faber will begin the era of technique, of manipulation. For humanism, technique is an enhancement of human nature deployed at the highest levels, the ability of a higher consciousness to generate reality. However, this perspective does not consider the use of tools as a hybridization process with the world around us. Using an instrument implies projecting oneself into it, opening up to another dimension. Man has learned to fly by observing the flight of a bird, which does not mean understanding flight techniques but indicates the possibility of flying, that is, learning that you can fly. Considering technique as a hybridization makes us discover a relational human nature, in dialogue with otherness. It is then that my hand becomes a trace of new possibilities and speaks to me of ancestral ties that bring me back to kinships that we modern humans no longer remember. If the photograph of my hand captures a still objective image, in its imprint I read different worlds, where man and animal coexisted without hierarchies. I retrace a distance that has become increasingly marked today to rediscover the signs of an ancient proximity.

La possibilità di aferrare con precisione, di maneggiare, è un’altra conquista che ci ha distinto dai primati. L’evoluzione del bipedismo ha liberato le mani dalla locomozione, trasformandole in simbolo di creazione per eccellenza. È attraverso di esse che l’homo faber darà inizio all’era della tecnica, della manipolazione. Per l’umanesimo la tecnica è un potenziamento di una natura umana dispiegata ai massimi livelli, la capacità di una coscienza superiore di generare la realtà. Questa prospettiva però non considera l’utilizzo degli strumenti come un processo ibridativo con il mondo che ci circonda. Usare uno strumento implica proiettarsi in esso, aprirsi a una dimensione altra. L’uomo ha imparato a volare osservando il volo di un uccello, che non significa capire le tecniche di volo ma indica la possibilità di volare, ovvero imparare che si può volare. Considerare la tecnica come ibridazione ci fa scoprire una natura umana relazionale, in dialogo con l’alterità. È allora che la mia mano diventa traccia di nuove possibilità e mi parla di legami ancestrali che mi riportano indietro a parentele di cui noi umani moderni non abbiamo più ricordo. Se la fotografia della mia mano ne cattura un fermo immagine oggettivo, nella sua impronta leggo mondi diversi, dove l’uomo e l’animale convivevano senza gerarchie.
Ripercorro una distanza che oggi si è fatta sempre più marcata per ritrovare i segni di una antica prossimità.