LA COMUNE DISCENDENZA 

If we were to read a page of the present history we would see that just a year has passed since the Sars - cov2 virus infected man until it confronted him with a real pandemic. A leap of species, a virus that passed from the animal to man, from the bat and perhaps even earlier from the pangolin to then get to us. The main epidemics of recent years - Ebola, Sars, Mers, avian or swine flu but also HIV - are of animal origin. Influencing their spread was the reduction of natural barriers which for centuries created a barrier to contagion, but not only: markets for wild animals, intensive farming, destruction of ecosystems. Man creates, modifies his environment by looking at what surrounds him according to a utilitarian logic. Everything revolves around the satisfaction of needs that are mostly induced. First the human being and then the rest, as if our feet did not rest on this earth, our body did not breathe this air and shared with other living beings much more than the ground we walk on. The project "The common descendant" does not set out in a dimension beyond man but on the contrary it is in the origins that it searches for its meaning. By grouping the works into five sections - bust, fault, animal trace, L.U.C.A., chimeras or monsters - i try to go back to the relationship between species, in search of an ancient relational paradigm.

Se dovessimo leggere una pagina della storia presente vedremmo che è appena trascorso un anno da quando il virus Sars – cov2 ha infettato l’uomo fino a metterlo di fronte a una vera e propria pandemia. Un salto di specie, un virus che dall’animale è passato all’uomo, dal pipistrello e forse ancora prima dal pangolino per arrivare poi a noi. Le principali epidemie degli ultimi anni — Ebola, Sars, Mers, influenza aviaria o suina ma anche l’Hiv — sono di origine animale. Ad influire sulla loro diffusione è stata la riduzione delle barriere naturali che per secoli hanno creato un argine al contagio, ma non solo: mercati di animali selvatici, allevamenti intensivi, distruzione di ecosistemi. L’uomo crea, modifica il proprio ambiente guardando a ciò che lo circonda secondo una logica utilitaristica. Tutto ruota intorno al soddisfacimento di bisogni per lo più indotti. Prima l’essere umano e poi il resto, come se i nostri piedi non poggiassero su questa terra, il nostro corpo non respirasse quest’aria e condividesse con gli altri esseri viventi molto più del suolo che calpestiamo. Il progetto “La comune discendenza” non si incammina in una dimensione oltre l’uomo ma al contrario è nelle origini che ne ricerca il senso. Raggruppando i lavori in cinque sezioni - busto, faglia, traccia animale, L.U.C.A., chimere o mostri - cerco di risalire al rapporto tra le specie, alla ricerca di un antico paradigma relazionale.