BUSTO

In this first section, I started from the plant world as one of the first realms that we humans have looked to for answers to our most intimate questions. The tree has become one of the most established mythical figures in cultures. When humans conquered the upright position, the stability of the tree was the ideal to pursue. This correspondence between us and the plant world is also revealed in anatomy: the word bust, for example, originally derives through a Gallic variant from the word “fustis”, stick, stem of a plant. Even the definition of backbone would recall the botanical sector with the meaning of quill. With the leaves that touch the sky and the roots that descend into the subsoil, the symbolism of the tree is also found in the religious sphere, where it becomes the connection of opposites, a bridge between two different dimensions: the sky and the earth, the spirit and the body, top and bottom. Today, however, this past brotherhood with the plant world seems forgotten. The bust from the connection and coexistence of opposites has been transformed into a mutilated trunk. Moving away from a dimension of coexistence such as that of trees, we have entered the age of dichotomous thought with a new order to be established inside and outside man himself, between what is measurable and what is not, between what is quantifiable and what is sensitive: all in the image and likeness of homo sapiens.

In questa prima sezione sono partita dal mondo vegetale come uno tra i primi regni a cui noi esseri umani abbiamo guardato per cercare risposte alle nostre domande più intime. L'albero è diventata nelle culture una delle figure mitiche più affermate. Quando gli esseri umani conquistarono la posizione eretta è stata la stabilità dell’albero l'ideale da perseguire.  Questa corrispondenza tra noi e  il mondo vegetale si è rivelata anche in anatomia: la parola busto, per esempio, in origine deriverebbe attraverso una variante gallica dalla parola “fustis”, bastone, fusto di una pianta. Persino la definizione di spina dorsale richiamerebbe il settore botanico con il significato di aculeo. Con le foglie che sfiorano il cielo e le radici che scendono nel sottosuolo, la simbologia dell'albero si ritrova anche in ambito religioso, dove diventa il collegamento degli opposti, ponte tra due dimensioni diverse: il cielo e la terra, lo spirito e il corpo, l’alto e il basso.   
Oggi però, questa passata fratellanza con il mondo vegetale sembra dimenticata. Il busto da collegamento e coesistenza degli opposti, si è trasformato in tronco mutilato. Allontanandoci da una dimensione di coesistenza come quella degli alberi siamo entrati nell’epoca del pensiero dicotomico con un nuovo ordine da stabilire interno ed esterno all’uomo stesso, tra ciò che è misurabile e ciò che non lo è, tra ciò che è quantificabile e ciò che è sensibile: tutto a immagine e somiglianza dell’homo sapiens.